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Il valore che diamo alle esperienze che facciamo, dipende nella maggior parte dei casi dalle emozioni che queste esperienze ci provocano. Questo vale, credo, per tutti i tipi di esperienze.

Anche per quelle enogastronomiche che sono tanto amate nel nostro paese, che dell’enogastronomia è un esempio in tutto il mondo.

Credo che poi, le emozioni possano essere amplificate o meno anche in base a chi ti accompagna in quelle esperienze.

E infine, anche che possano essere intensificate dalla passione che trasmette chi ha creato l’occasione di quell’esperienza.

Come nel caso di due ragazzi romani che organizzano degli “Incontri a tavola” che avvengono in maniera del tutto autentica mentre si degusta un menù da dieci e lode creato e cucinato da loro, accompagnato da vini perfettamente in sintonia con l’atmosfera che si crea durante la serata.

Quando ho deciso di partecipare ad una serata di Incontri a Tavola, sapevo più o meno che avrei mangiato, bevuto e incontrato delle persone che non conoscevo.

Quello che non sapevo però era la qualità di tutti questi elementi che hanno contribuito a creare una serata unica nel suo genere.

Da amante del buon cibo e della convivialità, riesco ad apprezzare quando l’aria che si respira dentro l’organizzazione di un evento è autentica, piena di energia e passione.

E ho riverificato una cosa che a me piace pensare, cioè che in fondo può essere naturale ridere e scherzare con persone che conosci da dieci minuti se solo sei predisposto tu e le persone con le quali si sta insieme.

E che forse la comunanza di interessi, l’apertura mentale di un gruppo di persone intorno allo stesso tavolo che escono da casa sapendo che ceneranno anche con persone che non conoscono per il solo piacere di condividere un’esperienza e ridere in compagnia, fa il resto.

Ho sentito dire spesso che questo tipo di occasioni non potesse avere successo in Italia e ne ero convinta anche io ma sono stata felice di ricredermi, perché ho assistito e provato esattamente il contrario.

Durante la cena, con qualcuno parlavo anche del fatto che cucinare sia una forma d’amore. L’ho sempre pensato e ci ho scritto anche una favola. Quindi non vedo l’ora di tornare a provare qualche menù creato con così tanto amore e tornare a casa di nuovo sorridente, leggera ed entusiasta.


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