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Ho un foglio bianco davanti e oggi è la Festa della Donna.


Ieri sera davanti ad un drink, casualmente sono finita a parlare, pur sorridendo come sempre, di momenti un po’ pesanti di donna della mia vita passata.
Nella storia che raccontavo c’era, come altro attore co-protagonista, un uomo.
E dico “pur sorridendo” perché è intrinseca nella capacità delle donne prendere di petto i propri problemi e guardare i propri ematomi con ironia.


Ce li portiamo dietro dentro bagagli che cerchiamo di alleggerire sempre di più, affinché possano pesare sempre meno nella nostra vita presente e futura.
E’ faticoso ma ci diamo un tempo per iniziare a riderci su e ci rialziamo più consapevoli e sorridenti di prima.  Perché non abbiamo nessuna voglia di perdere ancora tempo per intossicarci.

Di solito dedichiamo più tempo agli altri che a noi stesse e non sappiamo se qualcuno ci verrà a portare non solo un fiore ma anche un aiuto concreto. Che sia una mano non richiesta, una parola spontanea o anche solo un caffè.
Non serve portare una mimosa e dire due parole a caso che ai nostri occhi suonano come “dolcetto o scherzetto?”.

La festa delle donna potrebbe essere dedicata, oltre a tutte le donne del mondo, anche a quegli uomini che comprendono cosa significhi rispettare le donne, che siano madri sorelle, compagne, amiche, colleghe o conoscenti.
A coloro che non tarpano le ali per egoismo o per predominare, che le comprendono e che le aiutano a volare con ali non di cera.
Sono talmente pochi ancora che quasi quasi se abbiamo la fortuna di conoscerli vanno festeggiati pure loro, insieme a noi.
Anche solo perché siano un buon esempio per altri uomini e ragazzi di ogni età.


In fondo, è davvero così difficile copiare dai migliori?


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