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Uscendo dal mio palazzo questa mattina c’era odore di brodo. Mi sono fermata un secondo e l’ho respirato.

È più o meno un mese che parliamo del Natale ma ora, soltanto ora che ho sentito l’odore del brodo sul mio pianerottolo, l’ho realizzato con tutti i sensi. È Natale.

Il brodo di carne, quell’odore intenso di 25 Dicembre, mi ricorda quando il 25 a mezzogiorno entravo nel palazzo dei miei nonni a Monteverde. C’era un odore di brodo che infestava il palazzo. E oggi c’è odore di brodo, qui. Non sarà lo stesso identico odore ma più o meno era quello. Credo mi sia entrato in testa perché mia nonna non cucinava un granché durante l’anno, salvo i cappelletti di Gargani in brodo a Natale.

Odore a parte, anche quest’anno il Natale è arrivato. Sono stata ritardataria su tutto ciò che era relativo al Natale, e la sensazione è che il Natale mi abbia tamponato. È arrivato prima che fossi pronta. Ho fatto i regali in pochissimi giorni, li ho impacchettati il 24 stesso ed altri sono ancora lì sul tavolo. Il tavolo di casa mia sembra una piccola fabbrica di babbo Natale, piena di bustine, pacchettini e carta da regalo. Quasi quasi li tengo lì tutto l’anno quei pacchettini perché mi mettono allegria. È come se avessi sempre lì pronto sul tavolo un pensiero per qualcuno.

Che forse è la cosa più bella del Natale e degli altri 364 giorni. Avere un pensiero per qualcuno.

Oltretutto il Natale è quel periodo nel quale le emozioni sono amplificate. Se stai bene, stai ancora meglio. Se stai male, rischi di stare ancora peggio.

Attraversare il Natale ti fa scoprire come stai, come una macchina della verità alla quale non puoi dire bugie. Nei prossimi giorni potrai tirare una riga, fare la somma e potrai chiederti, beh come stai?

Gli ultimi due anni sono stati una schifezza per tutti ed era meglio non chiederselo anche se si leggeva nelle espressioni di tutti. Quest’anno attraversando questo Natale ognuno tornerà a sentire un po’ come sta veramente, oltre la pandemia.

Non è vero che a Natale si è tutti più buoni ma a Natale si è come si è il giorno prima ed il giorno dopo. E che sia Natale, il giorno prima o il giorno dopo, la cosa più bella è sfoderare quegli abbracci dei quali nei due anni precedenti molti di noi avevano avuto paura.

So che vuol dire essere abbracciati quando stai male e ora che ho la fortuna di sentirmi bene, penso che un regalo da fare a qualcuno sia un bell’abbraccio.

Abbracciare qualcuno è come mettersi in ricarica per qualche secondo. Gli abbracci sono fatti per quello, altrimenti sarebbe sufficiente salutarsi da lontano. Invece con qualcuno ti saluti da lontano, con qualcuno ti riscaldi abbracciandoti e con qualcun altro ti baci. Io sono una fan degli ultimi due.

E quindi se non è giusto farlo solo a Natale penso possa essere almeno giusto però cogliere il pretesto per abbracciarsi e baciarsi.

Anzi, si può fare un gioco, per Natale.

Pensa a come stai.

Scegli una persona che se l’è meritato, abbracciala forte.

Non ti senti già meglio?

Se hai risposto sì, ricordati di ripeterlo ogni tanto, anche quando non sarà Natale e non ci sarà più odore di brodo nei palazzi.

Per ora Buon Natale, Buon brodo e soprattutto buoni abbracci!


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