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Passeggiare in centro a Roma di sera è un’esperienza ogni volta diversa. Anche se tu sei un romano e conosci a memoria quei vicoli, la vita che ti può capitare mentre svolti da un vicolo all’altro e passi da una Piazza all’altra ammirandone sempre ogni scrocio, inquadratura o tratto di fiume, non è mai la stessa. Anzi, Roma è proprio un teatro a cielo aperto.

Puoi ritrovarti in un vicolo dei più belli, accanto ad una via che porta un nome romanissimo, Giulia, ed essere incantato perché mentre raggiungi il ristorante, in una piazzetta lì accanto, ci sono degli attori in costume che stanno recitando. Sarà organizzato per i turisti, forse…non lo so, ma visto che penso sia così, in quel momento come per magia mi trasformo in una turista. Subito. Per godermi, anzi goderci, lo spettacolo. E diciamo bravi. Bravi voi. Avete scelto proprio il teatro più bello del mondo, per una sera di fine estate. 

Tre passi più in là, ti siedi al tuo tavolo all’esterno di un ristorante bello e anche un po’ blasonato perché è lì che hai prenotato per festeggiare il compleanno del tuo compagno di vita. In questi posti un po’ elegantini sei fuori dalla “caciara” romana, la tua voce automaticamente si adegua a parlare con un tono felpato e non c’è bisogno di alzare la voce. E Nessuno intorno a te lo fa. Certo, invece di candele sui tavoli ci sono delle lampade affusolate di design che pretendono di simularle…io le guardo perplessa e mi chiedo…siamo a Roma, e se non qui, la cena a lume di candela dov’è che si deve fare!?

Il mio tacco 12 a spillo è perfettamente adeguato al contesto anche se è la scelta più sbagliata per tutti quei Sanpietrini…però si sa che “chi bella vuole apparire…qualche pena deve soffire”, come diceva mia nonna e secondo me, in cuor suo, anche Miranda Priestley de “Il Diavolo veste Prada” se lo ripeteva tutti i giorni. D’altronde, Prada giustamente se ne frega dei Sanpietrini.

Questo vicolo di Roma nascosto è ideale per un posto del genere perché è fuori dal caos, c’è un pergolato bellissimo di una vite che sarà almeno una mia coetanea e piena di lucine gialle che ti incantano come un bambino se come me hai un debole per le lucine simil-natalizie.

E se magari sei anche molto rilassato perché il vino barricato che stai bevendo ti sta facendo piano piano integrare con il vicolo, ti dimentichi quasi dove sei.

Ma…no, mica vorrai dimenticare veramente dove sei? Sei a Roma, in centro, e ovunque tu sia, aspettati qualche cosa di diverso, un lampo di genio di un passante o un commento folcloristico.

Ed ecco che passa un tizio, a capo di un gruppetto di gente ed è ancora “teatro”. 

“Macchè se MAGNA qui, Novelle CUSINNE?!” esclama il signore con aria mezza schifata sbirciando nei piatti grandi fondi e grigi petrolio, forse notando lo stile un po’ minimal del ristorante.

E tu lì alzi gli occhi, guardi lui, sorridi, guardi il tuo lui e ridi, perché è teatro senza pagare biglietto. Perché è la tua città, che ti fa ricordare sempre che un po’ di “caciara” c’è e ci deve essere.

E non sai se è più divertente cenare in centro per il ristorante o per lo spettacolo intorno.

Ecco perché ogni tanto ti piace sederti a prendere uno spritz in un tavolino preso a caso, in mezzo alla gente, a guardare le persone e magari scrivere e rubare personaggi alla realtà, non perché tu sia un’impicciona, piuttosto perché è un teatro unico, senza biglietto.

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