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Fashion vs Sargasso.
Instagram verso realtà. Che lotta! 

Ormai è veramente complicato capire se quello che compare sul feed di Instagram sia autentico oppure filtrato, manipolato o comunque, un po’ taroccato. Poco importa però, perché a noi che ci nutriamo di immagini di Instagram, evidentemente va bene così. Ce ne freghiamo, in fondo, del fatto che qualcuno si sia fatto un lifting virtuale, o uno smaltimento accelerato di pancetta. 
Che ognuno possa apparire come vuole, in fondo, è anche una bella libertà. 

Instagram, tra i social, è uno strumento molto utile. Utilissimo se usato anche per curiosare in anteprima il posto nel quale si sta prenotando un viaggio. O per scegliere il ristorante nel quale si sta andando a cena o un albergo. E’ un binocolo puntato su tutto. O quasi. 
O forse su tutto quello che vogliamo vedere. 
Svettano resort. Le spiagge caraibiche più o meno ritoccate. La vita, il divertimento, le feste. Tutti ami validissimi per noi turisti, immagini patinate e attraenti.
Like.
Cuoricino.
Like.
Repost. 

Ma i social, lo abbiamo detto, sono diversi dalla realtà e ci sono anche aspetti più nascosti che a noi turisti potrebbero non piacere perché vanificherebbero tutta l’illusione e quell’entusiasmo che comporta quel “guardare e non toccare”, che è la molla che ci carica a dipendere sempre di più dai nostri schermetti con lo scroll infinito.

Un esempio? Alcune spiagge caraibiche messicane che sono invase da una vera e propria calamità naturale, i sargassi. Delle alghe che solitamente in natura vivono e fanno del bene all’ecosistema. Ma che ora, pare siano impazzite. Sì, hanno preso una brutta piega, come il clima che è ormai furioso e i ghiacci che si sciolgono alla velocità della luce. E come in un meccanismo impazzito, questi sargassi invadono alcuni dei tratti di costa caraibica più ambiti dai turisti come Tulum e altre località splendide della Riviera Maya. I sargassi scippano il mare al turismo, per alcuni mesi l’anno. E poi glielo ridanno indietro.
Non è certo la prima cosa che vediamo su Instagram. Non è neanche la seconda che ci appare. Ci appaiono subito quelle stesse spiagge, come se niente stesse succedendo. 
Pane per influencer. 

Non so se le foto siano di repertorio, a volte, o ritraggano solo inquadrature ristrette sui resort.
Ma cavolo se è triste quando vivi la realtà, anche da turista.

Andare a fare un giro nella spiaggia del tuo sofisticato resort con la bandiera rossa non balneabile. Andare a “comer unos tacos” ed essere uno dei quattro soli clienti del chiringuito.
Ascoltare i racconti di chi in quei locali ci lavora e che si trova in difficoltà, ti fa stringere un po’ la bocca dello stomaco. 
Vedere i messicani di tutte le età al lavoro dall’alba per rastrellare chili e chili di alghe marroni dalla spiaggia. Ma da fuori sembra stiano cercando di prosciugare un pozzo senza fine e li osservi mentre corrono a bere un bicchiere d’acqua ogni tanto. 

Entrare in un localino vuoto, nel quale abbiamo mangiato una pizza eccellente, ma che è rimasto vuoto tutta la sera, come tutti i locali intorno.
Constatare la quantità di taxi liberi.
Realizzare che quei posti che danno lavoro a tanta gente, forse avranno bisogno di molta meno gente.
Capire che anche in paradiso può arrivare qualcosa di diabolico a rovinare l’Eden.
Che non dipende sempre tutto da noi uomini saputelli e da quanto costruiamo alte e belle le nostre dimore ma la natura quando meno te lo aspetti dice sempre la sua. E tu non sei mai pronto.
Dentro ai resort continuano a vivere le piscine, le cene, gli aperitivi e le feste. E’ quello che si vede subito sui social e che è una realtà certa. 

Solo che c’è l’altra faccia della realtà, un po’ più sotto la sabbia, che è quella che sta appassendo tutta intorno. Quella che ti fa capire che la natura non si vende al prezzo dei soldi di una camera in un resort a cinque stelle. E’ quella che trasforma un’estate da sogno che dura un anno, forse, in un paradiso stagionale. Che ridimensiona un po’ tutto. E tutti. 

Rimpicciolisce l’inquadratura delle nostre foto per non far vedere ai nostri follower il mefitico sargasso. Perché il sargasso non è fotogenico. 
Pesa su chi in quel paradiso ha creato lavoro. Pesa su chi lavora. E rimpicciolisce noi. Quanto siamo piccoli. Eppure sembra solo un’alga.

Social vs realtà. Stavolta è persa 0 a 10.

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