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Ci sono giorni nei quali si è più allegri, altri meno. 

Ci sono persone che si interessano di più degli altri, altre meno. 

C’è chi per natura è più allegro e positivo, chi per natura…lo è meno.

E tra questi più o meno e tra le cose che ci capitano ogni giorno, si nascondono quegli atteggiamenti che possono essere considerati contagiosi…sì, contagiosi…un po’ come gli sbadigli. Soltanto che, rispetto agli sbadigli, ci contagiano in maniera più virulenta.  

Un esempio? Il sorriso!

Forse nel nostro sorriso c’è qualcosa di speciale. Il sorriso riscalda, comunica, cattura chi lo intercetta.
E fa sorridere.
Sì, il sorriso fa sorridere.
E’ come una ola.
Immaginate una ola di sorrisi, che bella che sarebbe?
E non ci sentiamo meglio, se contagiamo qualcuno con il sorriso invece che con il muso lungo?

Certo certo, capita a tutti di non essere in vena, di avere una giornata no…e quando abbiamo una giornata no, spesso, non ne vogliamo sapere niente di nessuno. Figuriamoci che ci importa di sorridere…!

Ed è in quel momento lì, che l’onda lunga di grigiore si propaga come il suono di un diapason. In maniera acuta e un po’ penetrante.

E forse è proprio lì, quando abbiamo la nostra giornata no, che dopo aver medicato le nostre ferite, potrebbe farci bene smorzare il suono di quel diapason appendendoci un sorriso e facendo qualcosa per gli altri. Anche qualcosa di veramente piccolo, come portare un cioccolatino ai tuoi colleghi o chiedere a qualcuno come sta, anche se in quel momento noi pensiamo in cuor nostro di essere quelli che stanno peggio, magari.

Questo è già un primo sforzo, per invertire la rotta dell’onda anomala di grigiore e interrompere quell’effetto a catena. Già mentre stai pensando di fare una cosa carina per qualcuno, tu non lo sai ma sorridi sinceramente anche se non ti si vede per forza in volto, e ricominci a irradiarti un po’. E quel gesto piccolo, potrà avere un potere enorme, prima di tutto su di te ma anche su chi ti sta intorno.

E poi in fondo siamo come delle spugne. Così, quando facciamo un gesto positivo pensando a qualcun altro, strizziamo un po’ questa spugna e gettiamo via l’acqua sporca che avevamo incamerato. E via, che qualcosa di positivo ricomincia a circolare. Possiamo di nuovo immergere la spugna nell’acqua pulita e farla girare…Cosa? L’ energia. Sì l’energia, ma quella positiva.

Sembrerà strano ma con il nostro comportamento, a volte spontaneo e spesso inevitabile, noi possiamo influenzare senza volerlo l’umore non solo nostro ma anche degli altri…ed è una grande responsabilità!

Quella che ci sprona ogni giorno a non mollare e scegliere il sorriso, al posto del più facile muso lungo.

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