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Uomini in cucina sì o no?

Sembra che un numero di uomini sempre maggiore si cimenti ai fornelli. E c’è da ammettere che quando un uomo si sente a proprio agio in cucina riesce a realizzare piatti veramente notevoli. No, non si vuole certo sminuire le donne, che sono da sempre le regine della cucina. Ma oggi ci dedichiamo un po’ agli uomini perché anche loro hanno preso un bel po’ di spazio in questo regno. E sembrano meritarselo.

Gli uomini, volendo generalizzare per un attimo, si dividono tra quelli che in cucina non sanno neanche dove si trovi una forchetta, quelli che si arrangiano tra due uova al tegamino e le lasagne della mamma scongelate, quelli che sono devoti a Deliveroo e quelli che…invece…amano “spadellare”. E lo fanno con passione e dedizione. Vi è mai capitato di avere a che fare con un uomo che ama cucinare?

“Tesoro stasera cucino io”. E tirano fuori un piatto da leccarsi i baffi. Molte donne lo trovano attraente, oltre che comodo (non dover cucinare ogni tanto non è mica male) e le fa sentire coccolate. Insomma, in tal caso sembrerebbe decisamente promosso l’uomo in cucina. Anzi, per alcune rappresenta un vero e proprio sex symbol.

Inoltre, se ci pensiamo, molti chef (ho detto molti, non generalizziamo) sono uomini. Sarà che la passione che hanno per gustarlo il cibo a volte li porta a cimentarsi nel crearlo il cibo, con dedizione, intelligenza e talento? In ogni caso la cucina rappresenta una forma di espressione creativa meravigliosa.

L’uomo ai fornelli ha fascino, sì questo è indiscusso.

Un uomo che fa la spesa e cucina per noi è romanticissimo e ci fa sciogliere. Anche se volendo essere pignoli non è che sia tutto così roseo perché certo, loro cucineranno anche bene ma…avete notato che per molti di loro la cucina è un ambiente…”autopulente”? Dopo che hanno cucinato lasciano tracce di devastazione. Come se con le padelle e con le pentole ci avessero dovuto combattere, non cucinare.

Dieci forchette, quattro padelle una sopra l’altra, le pentole, stratificate in modo del tutto casuale sopra alle tazze della colazione di tutta la settimana. Parmigiano grattugiato ovunque e schizzi di pomodoro sopra i fornelli. In frigo contenitori senza coperchio. Sembra la cucina di qualcuno che dopo aver cucinato è dovuto scappare di corsa. Ma chi pulisce poi? Forse un folletto chiamato tramite uno schiocco di dita o forse una magia. Loro pensano che il giorno dopo svegliandosi troveranno tutto rimesso a posto automaticamente. Oppure che al suono di “Abra Cadraba” svanisca tutto come per un incantesimo di Mago Merlino.

Eh sì, certo che svanisce, ma se svanisce è perché ci passiamo noi, molte volte. E allora come funziona, che siamo noi il folletto? E no eh…mica può andar bene così.
Quindi attenzione all’uomo ai fornelli, che se lui vi dice: “vengo da te e cucino io” preparatevi al meglio ma anche al peggio. Sperando che voi non abbiate la cucina a vista. Anche perché se superate la vista di quel massacro, avete già la prova che il vostro è amore.

Ma questo basta a bocciarli gli uomini in cucina? Forse no. Noi pensiamo che gli uomini in cucina siano belli. Bravi e belli. E che impegnarsi per noi lì ai fornelli sia anche una bella forma di corteggiamento. Un corteggiamento che funziona. E se alla fine in cucina resta il caos, la scelta diventa nostra. Tra chiudere gli occhi per una sera o mettersi a pulire in maniera compulsiva come verrebbe spesso spontaneo da maniache della perfezione quali siamo. Ma forse conviene lasciare andare per una volta e godersi il pensiero dolce che ha avuto quell’uomo che cucina per te. Non credete? Poi chissà, prima o poi inventeranno una cucina che si autopulisce…e finalmente cucineremo tutti felici e contenti.

Secondo voi, gli uomini in cucina: promossi o bocciati?


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variegato ai trenta nicoletta gibiino

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