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Auguri.
A tutti i Giuseppe.
A tutti i papà.
Ai nostri, a quelli degli altri.
A lui che… “ai suoi tempi”…
A lui che non ti faceva uscire la sera quando avevi 16 anni.
A loro che sono i primi amori delle loro figlie femmine,
che ci hanno detto tanti “NO”,
che amano le mamme dei loro figli come se fosse il primo giorno,
che ameranno le mamme dei loro figli per sempre come se fosse il primo giorno.
Ai padri giovanissimi, ai giovani, ai meno giovani  e ai nonni che sono padri alla seconda.
A chi ti portava in giro sulle spalle quando eri piccolo per farti vedere quanto fosse bello il mondo da lassù.
A quelli burberi, a quelli dolci, a quelli affettuosi, ai padri severi.
A tutti i papà,
che riceveranno un messaggio dai loro figli oggi.
A quelli moderni e a quelli all’antica,
a quelli che non sanno usare la tecnologia.
Ai padri impazienti di rivedere i figli dopo un lungo viaggio,
a lui al quale mancano i figli
e a chi i figli li può vedere poco.
A quelli che sono lontani.
A tutti i papà,
che quando eravamo piccoli ed erano lontani, non avevano Whatsapp o Facetime per farci sentire meno distanti.

Auguri papà Variegato ai trenta
Ai padri che insegnano,
che insegnano ai figli prima di tutto l’educazione.
A chi ci tramanda conoscenza e valori. Cosicché noi li possiamo tramandare a nostra volta.
Ai padri che trascuriamo,
che amiamo,
che amiamo anche se li trascuriamo,
che ascoltiamo,
che non ascoltiamo,
che ci abbracciano quando stiamo male.
A tutti i papà.
A quelli preoccupati.
Ai padri gelosi.
A quelli che fanno sacrifici, che ti insegnano a pescare,
che sono i primi compagni di hobby,
che sopportano in silenzio che un altro uomo ti venga a prendere e ti porti un po’ via.
Ai padri che soffrono a vederti soffrire,
che non vorrebbero vederti piangere per il tuo cuore spezzato ma sanno molto meglio di te che passerà presto.
Ai padri che ti regalano fiori
o che vorrebbero sempre vederti bambino.
Ai papà che ti insegnano a costruire un aquilone.
A tutti i papà,
ai quali somigliamo.
A quelli che consigliano,
che si impongono,
che sbagliano,
che hanno ragione o che hanno torto,
che stanno male,
che sono guariti,
che ci guardano da lassù.
Ai padri che ci viziano.
A quelli che adottano,
che consolano,
che confortano,
che aspettano il tuo rientro svegli di notte,
che ti sgamano.
Ai padri con i quali litighi quando sei adolescente.
A tutti loro, che ora capisci finalmente di più, perché sei a tua volta un padre.
Ai nostri padri, ai quali oggi rivolgiamo un pensiero o prepareremo una torta.

A tutti tutti tutti i papà…Perché ognuno nel corso della propria vita dedica un proprio pensiero speciale al proprio papà. Per alcuni di noi quando siamo piccoli sono come dei supereroi. Chissà perché, però, tra i supereroi che mi vengono in mente, nessuno era un papà. Magari ci sono ma a me non vengono in mente…Forse sarà proprio perché essere papà è già di per sé un super potere così speciale, che ognuno deve avere il suo? Sì, deve essere così. infatti se ci pensiamo bene ognuno ha accanto a sé il proprio supereroe già da prima di iniziare a leggerli i fumetti Marvel. E’ il primo super eroe che conosciamo. Ed è solo lui. Solo il proprio papà.

festa del papà variegato ai trenta nicoletta gibiino

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