Condividi

Ogni volta che mi innervosisco perché realizzo come certi giorni stia usando in maniera distratta Whatsapp, cioè assecondando in maniera caotica gli input che provengono dai gruppi più svariati a tutte le ore, penso all’utilizzo a volte esagerato che alcuni di noi fanno delle chat e penso “che bello quando avevamo vent’anni e non chattavamo”.
Poi mi fermo un attimo dopo, però, e dico: “Ma non è vero! Che frase da nonna!! Mica hai 80 anni! A vent’anni chattavi e come! Davvero non ti ricordi?”.
Già già, non facciamo i finti. Pensandoci bene, anche noi siamo cresciuti chattando, in un certo senso. Eravamo già grandi ma non ancora grandissimi.
Cambia il modo, cambia il luogo, cambiano tante dinamiche ma sì, chattavamo! Dove? Su msn. Che non si dica che non ve lo ricordate. Chi non aveva una casella di posta di hotmail per accedere ad msn? E quanto era potente la nostra connessione Internet? Per me, all’inizio, era proprio scarsa. Non stabile. E lenta! Quando volevi entrare in internet ti connettevi e dentro casa tua nessuno poteva più usare il telefono. E quante discussioni…

Diapositiva1
Però, tornata da scuola e poi dall’università, accedere ad msn era un rito.
Vi ricordate: “Ci vediamo dopo su messenger”. E tu non vedevi l’ora di tornare a casa a collegarti. E anche lì cambiavamo stato! Avevamo uno stato che visualizzavano i nostri contatti, che in un certo senso rispecchia quello che oggi molti noi pubblicano su Facebook.
Scrivevamo frasi di canzoni, ad esempio. Oppure condividevamo proprio la canzone che stavamo ascoltando in quel momento perché si poteva vedere anche live. O citazioni, proprio come quelle pubblichiamo oggi su Instagram improvvisandoci tutto ad un tratto saggi e malinconici. Oppure qualcosa per attirare l’attenzione di un certo ragazzo o una certa ragazza che “fluttuava” lì tra i nostri contatti. Oppure, low profile e poco egocentrico, cioè nessuno stato.
Avevamo i nickname più svariati: “M@rtina85 ha effettuato l’accesso”, “Andrewbeautiful si è disconnesso”, “St&llina83 ha impostato lo stato su Occupato”, “Aragorn86 si è disconnesso”. Utilizzavamo msn anche come luogo di “acchiappo” e “rimorchio”.
Speravamo che quel ragazzo con il quale avevi scambiato il contatto msn che si era appena collegato avrebbe letto il tuo stato e, magari, nel migliore dei casi avrebbe attaccato bottone con te. E si sa, da cosa nasce cosa…
E chi di noi era solito impostare un banale e serioso “Sto studiando”? Che poi a posteriori oggi mi chiedo: se eravamo su msn e pubblicavamo lo stato “Sto Studiando”, stavamo veramente studiando? E poi un “Non al computer” con didascalia accanto “Sono in palestra”. Oppure comunicazioni utili, ovviamente indirizzate agli amici con i quali si era usciti la sera prima: “il primo che si sveglia mi chiami – pranzo al mare da Luca”. Quando ti allontanavi dal computer e tornavi al pc trovavi la barra in basso illuminata con delle finestre aperte con le conversazioni di chi ti aveva scritto. E magari ormai era già disconnesso. La frasetta tipica :“Ci sei?” Oppure i trilli. Driiiin. Per destare l’attenzione. Nessuna spunta blu. O eri connesso o non eri connesso.
Presenti insostituibili: le emoticons. Sempre belle sempre e comunicative. Sempre divertenti. La mia preferita? Quella nella quale lo smile si rotolava ridendo a crepapelle. Ricordo la combinazione di tasti associata: “Ghghgh”.
E poi anche su msn potevi associare al tuo profilo una foto, nella quale di solito ti sentivi particolarmente figo, magari di quando eri ad una festa con un drink in mano (al tempo ci sentivamo fighi così) o con una brocca di mojito. Formentera docet. O alla tua festa di 18, 20 o 23 anni.  Anche in quel caso lo usavi come “amo” per attirare l’attenzione. E poi chattavi e chattavi. Amici, amiche, di giorno, di notte. Ti facevi compagnia di notte mentre preparavi un esame con amici che passavano il tempo a giocare online o che studiavano anche loro. Organizzavi il sabato sera e le tue vacanze. Appena avevi internet disponibile, subito su msn. Anche se eri chiuso da giorni a casa a studiare, così ti sentivi meno solo, a fluttuare insieme ai tuoi contatti.
Via via che le connessioni in casa diventavano più stabili e meno costose lasciavamo il pc connesso con msn attivo. Ci avevamo preso proprio gusto ed avevamo capito che quella chat ci aiutava a toglierci quelle inibizioni che avevamo dicendoci invece le cose in faccia. Vis à vis. E questa cosa ci piaceva!!
Forse è proprio lì che abbiamo mosso i primi piccoli passi per fare poi un altro grande passo. Non lo sapevamo ma a breve ci saremo rinchiusi dentro Facebook e nascosti dietro a Whatsapp. E alcuni di noi si sarebbero addirittura amati con Tinder! Certo, che gavetta, noi degli anni ‘80 che non siamo nativi digitali. Beati noi con i nostri amati giochi e che di tecnologico avevamo il Grillo Parlante e il registratore Fisher Price. Poi eccoci lì, da più grandi con divertimento ad usare msn e poi i social Network, prima sul pc e poi sugli smartphone. Un’escalation. Fatto sta che ora ne abbiamo molti più di uno di canali social. Siamo quasi continuamente bombardati di notifiche social!
Abbiamo avuto la fortuna di provarle tutte, insomma. Ed abbiamo anche avuto il lusso di provare nostalgia per qualcosa di bello, anzi per così tante cose…e di acquisire una graduale coscienza del mondo che cambiava insieme a noi. Noi che a questo mondo ormai corriamo appresso ad una velocità impari mentre vediamo nostro figlio di due anni sfogliare le foto del suo primo compleanno sul nostro iPad. Chissà di cosa avranno nostalgia i nostri figli a trent’anni! Per che cosa sospireranno! E soprattutto se lo faranno con la profondità e sensibilità con la quale lo facciamo noi. Perché abbiamo veramente fatto un bel salto radicale, ogni decennio. Ma allo stesso tempo abbiamo avuto il tempo di metabolizzare ogni singola cosa. Diciamo che mi sento di dire che non abbiamo bruciato le tappe.
E con msn ci siamo cresciuti. Ed è per questo che ci siamo affezionati.
Poi fa parte delle nostre prime vere esperienze digitali. Prima di balzare a Facebook. Chissà come faranno i ragazzi più giovani oggi senza questa gavetta! Senza assaporare il gusto di fluttuare su msn…Di trillare! Di attendere che l’amico si connetta e di dover interrompere la tua connessione, per mancanza di rete internet ad esempio. Sul più bello di una conversazione con una ragazza che ti piace magari. Oppure per far utilizzare il computer a qualcun altro della famiglia. Ad un fratello più grande o ad un genitore. Che rabbia disconnettersi da msn. Avere a disposizione un tempo limitato. Una connessione a tempo. Figurati un genitore che cosa pensava che stessimo facendo di così importante su msn. Perdendo tempo forse. Sì, forse. Ma noi perdendo quel tempo allora, abbiamo oggi da trentenni un altro motivo per ricordare una bella sensazione e sospirare sorridendo. Era così però che provavamo la mancanza di quella rete che non andava, l’assenza di un computer da usare, di un permesso da un genitore. Non avevamo la disponibilità di tutti nostri smartphone, tablet e pc. Sentivamo l’amaro romanticismo della mancanza, della privazione, dell’educazione all’attesa. Quello che ti fa apprezzare una cosa mentre la aspetti e ancora di più una volta che poi ce l’hai. Che ti fa utilizzare quel tempo molto meglio. Anche per le cose più semplici, come una chat.

Condividi