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Fortuna e sfortuna….Ci sono anni più fortunati ed anni più sfigati. Come vengano dosati gli anni fortunati e gli anni sfigati nel corso della propria vita è un mistero. E siamo sicuri di una sola cosa: che non lo sapremo mai. Se non dopo. Certo, ognuno di noi vorrebbe che lì ad attenderlo ci fosse un anno fighissimo. Ed ogni Capodanno, puntualmente, è quello che ci auguriamo. Che il prossimo anno sia bello, che ci porti notizie positive o che ci porti “semplicemente” quello che vogliamo noi. Brindiamo a tutto ciò, sempre ogni mezzanotte del trentuno dicembre, in tutto il mondo, con la solita ingenuità. Ogni anno. Ed è una grande fortuna che Babbo Natale non riceva anche le nostre letterine con i desideri per il nuovo anno, altrimenti sarebbe inguaiato, intossicato e forse pure indebitato.
E quindi come tutti, anche io mi auguro che il prossimo anno sia figo. Io lo chiedo per tutti, poi tanto si sa, che non dipende solo da noi. A chi toccano prima e a chi toccano poi, dosi di sfiga e dosi di fortuna. Però in fondo, ognuno di noi pensa di esserselo meritato, che il proprio anno sia finalmente figo. Un po’ di sfiga, credo che sia parte integrante delle nostre vite, che ci fa anche rivalutare i momenti nei quali ci capita qualcosa di bello. Pensate se le cose andassero sempre bene…che vita strana sarebbe. Invece così, per ogni momento no, c’è un momento bello che sembra valere doppio. Però non si può dire che non ci pesi parecchio quando la sfiga è più persistente.
E quindi, a volte, un discorsetto alla sfiga lo vorremmo fare. Le vorremmo chiedere di prenderci un momento di pausa. Come facciamo con i fidanzati con i quali le cose sentiamo che non vanno più. Che non è niente di personale ma siamo stufi e avremmo bisogno di staccarci un po’ da lei, signora sfiga.

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E poi, con la stessa ingenuità con la quale brindiamo a capodanno, apriamo l’oroscopo e leggiamo grandi cose per il nuovo anno che ci fanno partire con il piede giusto, ogni anno. Questo è l’anno dello scorpione! Evvai! Saturno è andato via! Cambia musica. Sì, ci appigliamo anche a queste cose. Chi per giocare, chi no, molti di noi lo fanno. E poi probabilmente Gennaio inizierà a dieta, con una voglia smodata di andare in palestra, di cambiare lavoro, smettere di fumare o quantomeno convertirsi alle iqos o alle sigarette elettroniche, di risparmiare, di tornare a suonare la chitarra, di togliersi qualche sassolino dalla scarpa, di tirare i propri sogni fuori dai cassetti impolverati, e così via.
Già, siamo tutti dal primo all’ultimo coinvolti nel gioco dei buoni propositi del nuovo anno, indipendentemente dall’età. Che poi ogni volta che abbiamo esperienze che ci toccano veramente, ad esempio quando qualcuno accanto a noi sta male, ci imponiamo di rivalutare il peso che diamo alle cose che ci accadono. E di goderci i momenti “minuscolini” di felicità, come li chiamava Totò. Sapersi godere la bellezza intorno a noi, la bontà e i sorrisi quotidiani. Che ci danno energia, per il prossimo momento di sfiga che capiterà, fosse anche solo un’influenza il giorno in cui abbiamo un aereo per il Messico o la febbre dei bimbi quando avevi programmato da giorni di vederti con le tue amiche. E visto che passano gli anni ma non siamo molto abili a mettere in pratica tutto ciò, forse potrebbe essere un buon proposito. Insieme a godersi il presente. Che sbagliato non è mai. Sfiga o non sfiga. Tanto nessuno di noi pretende una vita perfetta. Sarebbe gradita, però, una bella botta di fortuna!

Buon anno!

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