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Quasi mezzanotte di un martedì qualunque, sono sul divano ed io penso ad una banalità: “essere single non è solo vivere soli, è tante tantissime cose”.
Però, poi penso, in caso a tutte queste cose ci penseremo poi. Ora è tardi, chissene importa di fare i filosofi, ho anche sonno e non mi va di mettermi lì a pensare troppo e tirarle fuori.
Però con le ultime forze della giornata qualcosa affluisce alla mia testa. Il mio littletiny brain mi suggerisce che nella pratica, essere single, donna, vivere da sola, e come aggravante, essere me, può voler dire per prima cosa: “incaponirsi per non chiedere aiuto”, giusto o sbagliato che sia.A me capita, è capitato e capiterà di aver dovuto trasportare a casa degli oggetti pesanti. Traslochi, nuovo arredamento. Mobili nuovi. Un esempio? Alzo lo sguardo e mi viene subito in mente. Prima di andare a dormire, racconto solo il primo.

Un pomeriggio di luglio vado a ritirare in un bel negozio di complementi di arredo a Roma, degli scatoloni contenenti degli sgabelli da montare. Totale: quattro colli.
Dal negozio alla macchina sembro una femmina vera, perché il proprietario del negozio, uomo, un signore sui cinquanta, fa il suo, mi aiuta, anzi me li porta uno per uno in macchina gentilmente, dicendo. “Non li tocchi, si figuri signora (sorvoliamo sul signora) faccio io, sono pesantissimi”. Io per tutta risposta faccio la vera femmina, apro la macchina e attendo che il signore mi carichi la macchina con tutti quegli scatoloni pesantissimi. MI viene mal di schiena solo a guardarlo. Ringrazio (sempre con voce da femmina incapace che non sa fare nulla e che non sa neanche aprire quelle scatole ma che è interessata solo al design di quegli sgabelli) metto in moto e me ne vado.

La scena era esattamente questa. Io, e i miei scatoloni, a mo’ di seggiolini per bambini sul sedile posteriore.

scatoloni-macchina.jpg

Vado verso casa. Impaziente di avere i miei sgabelli sotto il mio bancone.
Mi piace pensare che il signore poi credesse che io, una volta arrivata sotto casa, avrei avuto un compagno, fidanzato, marito forzuto, pronto e disponibile ad aiutarmi.
Ma di fatto così non è. E nella pratica, infatti, di solito mi arrangio.
Dalla mia, però, ho le seguenti scelte.
Dalla più saggia alla meno saggia:

  1. Non tocco gli scatoloni in macchina, chiamo gli uomini più affidabili e vicini a me: mio padre o mio fratello e mi faccio aiutare, visto che dal negozio alla macchina, sulla carta, ero femmina incapace a tirare su qualsiasi peso. Non può essere cambiato molto nell’arco di 3 km. Oppure era una finta?
  2. Non mi va di aspettare. Mi faccio coraggio e tanta è la voglia di avere gli sgabelli montati dentro casa, che faccio tutto da sola. A costo di metterci mezza giornata per portarli a casa.

Ovviamente scelgo la seconda e meno saggia scelta. Rivelando al condominio intero che in un pomeriggio di luglio ha assistito al mio trasporto di scatoloni dalla macchina a casa che pur essendo una brava condomina che fa la raccolta differenziata correttamente e paga il condominio in tempo, no, non sono tanto normale.
Nel mio piccolo penso sarebbe stato bello fare la femmina e aspettare che un uomo forzuto mi portasse gli scatoloni dalla macchina a casa. Ma sarà per la prossima volta perché stavolta, di essere una femmina incapace, l’ho fatto credere solo al signore del negozio. Per il resto, resto sempre una femmina, ma quanto meno, capace, o meglio, capocciona. Infatti, per portarli, ci ho rimesso un mal di schiena e varie soste, però quello che conta è il  risultato.

Non mi chiedete perché ho una foto di una delle mie tappe nel cortile del condominio che mi sono concessa per rifiatare ma tant’è.

Scatoloni 2

Essere single ed essere me, vuol dire essere di travertino, forse anche perchè non c’è nessuno a dirti “ma che sei matta?” o “è sbagliato”. Così tu tra dire e fare…fai!
Che fatica essere donne e single…
Quanto sono belli i miei sgabelli, però!

 

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