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Ho mai detto che avremmo parlato di vita normale, vero? O di vita normale dei trentenni, no?
Eh sì, cosa c’è di più normale della spesa?
A me solitamente piace fare la spesa. Mi piace girare per il supermercato. Forse anche perché faccio una spesa che è solo mia, per una dispensa da single (che mangia però!) quindi, senza stress, e sono io, sia in teoria sia in pratica, a scegliere quello che vorrò portare fuori dal supermercato.
Devo ammettere che poi la spesa, nella sua normalità, necessità e naturalezza è qualcosa che mi ha sempre incuriosito.
Mi incuriosisce il carrello delle persone al supermercato.


E poi in base al supermercato, al giorno e all’orario in cui la fai, la spesa è un’esperienza diversa. Un’ovvietà? Sì, lo so che può essere un’ovvietà. Ma a me incuriosisce comunque.
Un giorno, mentre giravo tra le corsie, mi sono ritrovata, per errore, a portare a spasso il carrello di qualcun altro. Beh, guardando dentro il cestino ho sentito la stessa sensazione che avrei provato se mi fossi messa le scarpe di qualcun altro. E in quel momento ho pensato: “ma guarda quanto siamo così-noi-stessi dentro la nostra spesa”. Quanto ci appartiene! E ogni tanto, mi diverto incuriosita a pensare cosa ci sia dietro quel carrello. Alle vite dietro la spesa.
Io vi dico, comunque, che la mia spesa, di solito, avviene alle 19.30/20, dopo l’ufficio, in un orario in cui per prima cosa ho fame. E poi sono stanca. Entro per comprare l’insalata. Esco con le nuvolette di gambero in busta, una vaschetta di gelato, i biscotti per la colazione della mattina dopo e il Nesquik. Come se le mie scelte di shopping in quel momento fossero guidate da un’altra persona, anche un po’ brilla. Arrivo a casa e mi chiedo…dov’è l’insalata?
A causa della mia banale curiosità, qui racconteremo dunque anche la vita dei carrelli della spesa. Forse a volte avrò un occhio in più a quella dei single, perché la conosco meglio e la faccio spesso. Ma non è che io faccia sempre la spesa solo per me eh!
In ogni caso, oggi vi lascio così, con una corsa al volo al supermercato una domenica pomeriggio, quando i tuoi amici ti dicono: “veniamo a prendere il the così ci fai vedere casa nuova”. E tu non hai né il the né i pasticcini. Allora vai e torni.
Ma esci dal supermercato anche con due birre.
Misteri!

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