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Il gelato è quella cosa entrata dentro la mia casa nuova, prima di me.
Prima del sale, dello zucchero e del caffè.
Mi hanno portato il divano, montato la cucina, la camera da letto e poi, prima ancora di mettermi ad aprire tutti gli scatoloni, ho acceso il frigo, sono uscita e tornata con il gelato.
Poi, solo a quel punto, ho iniziato ad aprire gli scatoloni.
Che dire, ognuno ha le proprie stranezze ed in fondo, questa non nuoce a nessuno.
C’è chi non si sente a casa senza il suo cuscino preferito, io senza gelato.
E’ freddo ma riscalda. E’congelato ma si scioglie. E’ colorato, neutro, bianco, crema, giallo, viola, rosa, a pois, verde, anche blu, e poi è 150 gusti nel centro di Roma oppure Venchi, sia in Italia e anche all’estero (perfino a Singapore). E’ cioccolato al rum da il Gelato a Roma, all’EUR (ed in tanti altri posti) e al gusto cassata dal siciliano. E’ divino in tante piccole gelaterie delle quali spesso non ricordiamo il nome. E’ ottimo, tradizione e storia da Fassi, che al gelato ha dedicato un intero palazzo, il Palazzo del Freddo, e da Giolitti, sempre a Roma (ed in tanti altri posti). Il gelato è tante altre cose e questo è solo un piccolo post, non si possono esaurirle tutte. Iniziamo da alcune, poi magari suggeritemele ed io troverò il modo di citarle.
Chiaramente ho le mie preferenze, ma all’occorrenza li compro di tutti i generi. Vaschette sfuse o gelati confezionati. In base a come mi gira.
Il gelato è certezza. A me, risolve un sacco di “paturnie” e costa meno di un gioiello di Tiffany (eh sì, perché Audrey, le paturnie, le andava a sbollire facendo un giro a colazione da Tiffany, io vado a fare un giro in un negozio di scarpe o nel reparto gelati).
Il gelato è semplice, semplicissimo, latte zucchero e qualche altro magico ingrediente. Non piace a tutti ma a tanti. A noi sembra un alimento normale normalissimo quotidiano ma…quando sei all’estero, gli stranieri di solito lo guardano ammirati e lo assaggiano curiosi come un prodotto super e inarrivabile che sventola fiero la bandiera italiana. Ovunque tu sia.E quando ti dicono: “Hey Nico, I love ice creams, can’t wait of being in Rome again to taste “gelato together”, sono molto orgogliosa di potergli dire: “sì lo so è super, anche io lo adoro e ti aspetto per mangiare insieme un gelato italiano in Italia”. Di quelli buoni. Mi piace vedere con quale felicità mangino il nostro gelato.

Lo adoro a tal punto da dedicargli, un giorno, il mio primo libro.

Sinceramente, non avevo idea che lo avrei mai fatto, fino a che nella mia testa ha iniziato a montarsi il puzzle del mio gelato variegato preferito, che poi ho scoperto essere quello che in gelateria ancora non esiste, cioè, quello ai trenta.
Ma è stato naturale scriverlo e farci girare intorno le paturnie di due trentenni, così come naturale sarebbe mangiarlo per farle passare, quelle stesse paturnie.
Pensandoci bene, non so se sia sempre stato il mio gusto preferito, visto che oltre ad essere dolce, il mio variegatoaitrenta è anche amaro. E’ per questo che qualche aggiustatina agli ingredienti, lungo il cammino, gliela dobbiamo sempre dare.
Però io ci ho pensato un po’. E mentre ci pensavo l’ho anche scritto. Che tutta questa varietà e questa differenza di gusto fa parte delle diversità che caratterizzano ognuno di noi trentenni nel mondo dei trentenni. E che poi, in fondo, il contrasto…non è ciò che spesso rende qualcosa ancora più affascinante ai nostri occhi, più vivo e attraente? A volte il contrasto è forte, come quando scoccano le scintille. E tra i trentenni di oggi spesso c’è così tanto contrasto e tanta diversità…al punto che io mi auguro, chiaramente, invece di allontanarci, a causa di questo contrasto, che ci possano essere tante scintille!!

E’ un po’ che non scrivevo di gelato e un po’ mi mancava.
Grazie a lui abbiamo scoperto che sì, il mondo è bello perché è vario, ma a trent’anni, questo non è solo vario ma molto molto variegato.
Detto ciò…chi avrebbe mai detto che un giorno oltre a mangiarlo, il gelato, lo avrei anche scritturato, insieme a Camilla&Michele, come soggetto per un racconto?

N.

#Vg30

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