fbpx
Seleziona una pagina
Condividi questo post!

Tra le parole comuni alle quali non facciamo più caso, ci sono due paroline magiche: “Come stai?”. Sono solo due parole.
Nessuna frase costruita e di bell’effetto può sostituire queste due stupende parole. “Come stai?” è semplice, dolce ed è sintomo di educazione e gentilezza.

Ci sono dei giorni in cui, però, pur apprezzando la domanda, ci fa schifo rispondere.
Eh sì, perché in quella frazione di secondo tu deciderai se essere sincero o no, con te stesso e con l’interlocutore, che ti ha solo chiesto gentilmente “come stai?”.

Prendiamo come esempio due casi principali:

  1. Caso Pinocchio: Sei consapevole che alla maggior parte delle persone che ti chiedono come stai non interessa che tu inizi a parlare spiegando cosa non va. Non sono interessati veramente a scoperchiare un vaso di Pandora, sentire la vera risposta e una serie di sproloqui su come veramente stai…e allora lasci perdere. Fai bene! In questo caso si tratta di una domanda di cortesia. Allora fai una smorfia, prendi il respiro, sgrani gli occhi e rispondi “Tutto bene grazie, e tu? con annessa posa plastica della bocca, come nel peggior “selfie”. Se hai la mascherina, la posa plastica non si vedrà neppure.

Categoria: Ci conosciamo ma non abbastanza.

Stile della risposta: Rispondi in modo classico ed elegante, ma non come se ti fossi messa un tubino nero con un paio di décolletè tacco 12 bensì un tailleur grigio topo e stivaletto marrone. Sei sobria, “Tutto bene grazie, e tu?” con sorrisetto plastico tono su tono, e senti per un secondo che qualcosa in te sta cambiando. Eccolo, il naso di Pinocchio che si è allungato. Deglutisci e continui il discorso. Vai avanti, parli del clima, del più e del meno, di quella conoscente comune al settimo mese e di quanto sia difficile tirare avanti in quest’anno di pandemia. Passi inosservata.

Tra te e te: rispondere come se nulla fosse con tutto quello che hai dentro, ti ha fatto proprio venire la nausea. “Che schifo rispondere a questa domanda”.

Consiglio: più leggerezza ragazzi, più leggerezza che la vita, speriamo, è lunga.

2. Caso Magda: Sei consapevole che una piccola piccola parte di persone che ti chiede come stai, non si sconvolgerà se rispondi sinceramente. Non si preoccuperà di scoperchiare il tuo vaso di Pandora perché, magari, te l’ha chiesto sapendo che non avresti risposto con una frase di circostanza. Tranquillo/a. Se ricadono in questo caso, si sono presi un’oretta libera per ascoltarti. Hanno prima verificato i minuti residui della loro tariffa. Poi hanno preso l’acetone e lo smalto per fare qualcosa di pratico e utile nel frattempo. Hai almeno il tempo concesso da dieci dita di smalto più asciugatura. Quindi, liberati pure, puoi rispondere con sincerità a questa domanda con una risposta schifosa quanto ti pare.

Categoria: AMICI AMICI

Stile della risposta: “Non ce la faccio più!” Casual, non elegante e un po’ disordinata. Come se fossi uscito per andare a teatro con una T-shirt verde un pareo e il costume sotto, con le pantofole da casa, con il mollettone in testa ma con la pochette. A volte finisci anche nel loop del fiotto continuo. I tuoi amici capiranno. Se non capiranno non sono amici. E in quest’ultimo caso, al prossimo giro finiranno di diritto nel caso Pinocchio. Gli amici-amici ti consiglieranno di rivedere il tuo stile, casomai. Si può iniziare togliendo il mollettone, ad esempio.

Certo, siete amici anche voi, quindi, ricordarsi sempre, che non è una univoca la direzione dell’ascolto e alla fine del fiotto, nel caso due è d’obbligo chiedere: “E tu come stai?”.

Il caso 2 è quel caso che a volte ci aiuta a non fare cavolate troppo grosse, perché a volte solo parlando con qualcuno a cui sta a cuore veramente come stiamo, ci riusciamo ad ascoltare e non siamo Pinocchi con noi stessi.

Consiglio: se li avete, tenersi stretti gli amici del caso 2.

Vi sarete chiesti…Ma non è contemplato il caso in cui alla domanda, si risponde felici e con il sorriso? No non in questo caso, altrimenti non ci farebbe schifo rispondere.

“Come stai?” Due paroline così semplici per chi fa la domanda, così complicate per chi risponde quando ha la Luna girata.

Condividi questo post!